Tuttoingioco, una macchina perfetta.

Una macchina organizzativa perfetta, nutrita dall’olio e dalla benzina della collaborazione e dello spirito di squadra, oltre che dal bagaglio di idee e di conoscenza messo in circolazione da tutti gli ospiti intervenuti.

Franco GazzaniUna metafora perfetta quella usata del direttore artistico della Biennale di arte, pensiero e società Tuttoingioco, per descrivere la manifestazione iniziata il 10 luglio e chiusa domenica scorsa a Civitanova Marche Alta.

E se la domanda che aleggia è quella ormai solita, Ercoli rilancia, “la questione di fondo non  è dove saremo tra due anni, ma come riusciremo a fare la manutenzione di questa macchina perfetta”.

Una macchina che ha impiegato circa sessanta persone nei nove week end che hanno accolto circa 100 mila visitatori. Ma al di là dei numeri, “Tuttoingioco è diventato un marchio, un brand, un patrimonio unico per questo territorio”, che ha voluto mettersi in gioco e far mettere in gioco gli ospiti della Biennale. “Centotrentasette grandi nomi della cultura che hanno partecipato, tutti, senza forfait dell’ultim’ora, con grande passione, ognuno come richiesto con un contributo originale attinente al tema del week end”. Questo è l’unico parametro di giudizio per valutare la credibilità che vanta la Fondazione Carima e quella acquisita con il lavoro svolto in questi tre mesi.

Tre mesi nei quali è stata data una risposta alla domanda di cultura, nei quali è stata portata la cultura in questa provincia, o meglio, “questa provincia è entrata nella cultura”, a far parte di quel “popolo della cultura” proveniente da tutta la regione Marche e da tutta Italia. “Forse è vero, non abbiamo portato questo popolo sotto l’ombrellone”, ha affermato Ercoli, “ma gli appassionati e i curiosi della Biennale si sono irradiati in tutto il territorio provinciale, cercando e trovando luoghi coerenti e affini alla lettura paesaggistica della cittadella dell’arte, negli agriturismi e nei bed and breakfast che arricchiscono l’offerta ricettiva della nostra provincia”.

Tuttoingioco è una realtà, “è nella storia” come dice il sindaco di Civitanova Marche Massimo Mobili. E anche se i risultati dell’Iris (ex Eurispes) arriveranno solo tra qualche giorno “in molti avvertono la nostalgia per questa manifestazione che ha riempito l’estate civitanovese” aggiunge il sindaco, il quale ha voluto commissionare l’indagine all’istituto statistico per capire la tipologia di appassionato che si è lasciato coinvolgere nell’evento civitanovese. “Eravamo partiti per un grande progetto e con grandi ambizioni, abbiamo creato  un fenomeno che ha premiato gli sforzi compiuti dall’amministrazione comunale in questi quattordici anni.

Quattrodici anni valorizzati oggi dalla scelta compiuta dalla Fondazione Carima presieduta da Franco Gazzani, il quale in conferenza stampa rispolvera la lettera spedita il 17 luglio 2008 al sindaco Mobili, nella quale chiedeva ospitalità per questo “festival del gioco”. Una lettera a cui il sindaco ha risposto “si” a scatola chiusa, e anche per questo oggi ripropone con maggior forza la candidatura della sua Città Alta per la prossima edizione.

Un’ambizione legittima a cui il presidente Gazzani risponde con chiarezza, “la destinazione della prossima edizione di Tuttoingioco verrà decisa la prossima estate, dopo Herbaria”. E proprio dall’altra biennale, ideata dalla Fondazione Carima e arrivata alla sua quarta edizione il presidente Gazzani parte per ringraziare lo staff guidato da Patrizia Mozzoni ormai rodato da quell’esperienza. Poi, certo, il segretario generale della Fondazione Carima Renzo Borroni e il direttore artistico della Biennale, “quel professor Hermas Ercoli che ho voluto in Fondazione e sul quale abbiamo investito molto”. Tuttoingioco non sarebbe stata quello che è stata senza Ercoli, senza la sua cultura, le sue idee e le sue frequentazioni, aggiunge Gazzani.

Ora bisogna far sedimentare le emozioni che questo lunghissimo festival ha suscitato nei frequentatori abituali, i quali  hanno scoperto un modo nuovo di vivere la cultura e la socialità. Con due certezze, “siamo riusciti a creare un evento di queste proporzioni in un periodo non facile per l’economia e quindi per le risorse a disposizione della cultura”, e proprio per questo “la prossima edizione di Tuttoingioco dovrà essere così come è stata fatta, senza ridurre il numero dei week end a tre”. Ma come ha detto il direttore artistico della Fondazione Ercoli, “dovremo essere in grado di aumentare il grado di originalità della proposta”.

Una risposta a Tuttoingioco, una macchina perfetta.

  1. Maurizio Macellari scrive:

    Vi scrivo una mail che avevo già inviato all’indirizo mail del sito di “Tuttoingioco”
    Saluti
    Maurizio Macellari

    Mi sento già orfano di “Tuttoingioco”; sono passate poco più di 24 ore dall’ultima giornata di questo magnifico evento, che alla felicità provata per tutto quello che ho vissuto in questi 3 mesi, è già subentrata la tristezza, per il pensiero che la prossima settimana la mia cittadella ritornerà ad essere il paese di tutti i giorni, (bellissimo, che non cambierei mai con nessun altro), quello che però raggiungerò solo la sera per ritornare a casa da lavoro. Eppure sono convinto e soprattutto me lo auguro, che Civitanova Alta dopo questa esperienza non sarà piu la stessa, la città parcheggio, la città dormitorio; facciamo nostro l’invito del Prof. Giorello “ancora un piccolo sforzo” e oltrechè “italiani coraggio”, diciamoci “civitanovesi coraggio”. Prof. Ercoli mi rivolgo a lei come uomo simbolo di “Tuttoingioco”, dato che di sogno si è parlato, le confesso che lei ha realizzato il mio sogno, la mia favola; Attenzione sono qui a scriverle non per rivendicare la paternità di questa iniziativa, ma solo per ringraziarla (lei per tutti); sono anni che pensavo a Civitanova Alta come sede naturale di un festival (festival è una parola di altri tempi che non rende giustizia a “Tuttoingioco” che è qualcosa di più), dedicato al cinema (la mia più grande passione) o alla musica o alla letteratura o all’arte o alla società, ma fantasticavo nella mia mente di ragazzo di provincia e mi dicevo che sarebbero state solo delle stupende occasioni e che proporre così tante idee di questo tipo, ma soprattutto realizzarle, sarebbe stata una lotta contro i mulini a vento, soprattutto per la difficoltà di far passare un concetto del genere nelle coscienze e nel pensiero delle nostre amministrazioni locali, ma anche degli abitanti del posto. Lei ha reso possibile tutto questo, ed è riuscito a racchiudere in unico progetto tanti festival, sull’arte, sullo spettacolo sull’essere umano; immagini 35 anni di vita in un paesino in cui gli ultimi eventi memorabili (perlomeno per me) che hanno provocato sussulti locali, risalgano ai tardi anni ‘70 con l’avvento delle radio e delle televisioni private (Radio City Marche e Tele Civitanova che qui a Civitanova Alta avevano sede), quando vi hanno girato un film poliziesco (a mio avviso uno dei migliori della stagione poliziesca di quegli anni), dopodichè risaliamo ai tardi anni ‘90, quando il nostro beneamato parroco Don Angelo Fagiani è stato nominato Vescovo di Camerino (tralaltro sebbene da tempo malato il 1°giorno di “Tuttoingioco” dedicato alla filosofia è venuto a visitare le mostre); per il resto questo piccolo borgo si rianimava solamente alle feste patronali. Veramente troppo poco per il centro storico dove nacque Annibal Caro, dove visse il ballerino coreografo Enrico Cecchetti, il musicista Gilfredo Cattolica ed il pittore Arnoldo Ciarrocchi, che fino a poco fà vantava 2 Istituti Tecnici, un Liceo Classico una Scuola Materna, una Elementare ed una Media; un paese fino a pochi anni fa senza un Teatro, senza un Auditorium, senza una Palestra che si potesse chiamare tale. Eppure qualcosa stava cambiando, diamo atto alle varie amministrazioni, che negli ultimi anni hanno recuperato spazi vitali, fondamentali per eventi di importanza culturale, ma ancora non bastava, bisognava smuovere negli animi dei residenti e degli amministratori, il desiderio e la curiosità per noi stessi attraverso le sue forme più espressive. Lei come un mago ha compiuto una grande magia, attraverso “Tuttoingioco” ha operato un incantesimo ed ha risvegliato dal torpore gran parte del nostro comune, incoraggiandolo alla scoperta di noi stessi, attraverso l’ascolto degli altri (anche se diversi e lontani ideologicamente). Ho scelto di scriverle sotto forma di fiaba non a caso; non so se lo ha notato, ma gran parte dei brani eseguiti dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana nella serata conclusiva, sono gli stessi del film d’animazione di Walt Disney “Fantasia” ; grande fantasia, ma immagino anche grande sacrificio, elementi che credo siano occorsi nella progettazione di questo grandioso evento. Ho bene a mente quando presentando l’evento al Teatro Annibal Caro, ha rivelato l’episodio di quando andando a Macerata per tirare le fila sulla organizzazione di questo grande lavoro qualcuno le ha chiesto “Allora li si preparati ‘sti jochi?”; questo racconto è la sintesi perfetta dell’atmosfera vissuta in tutti questi anni a Civitanova Alta prima del mese di luglio, una certa chiusura verso tutto ciò che non si conosce e non si vuole conoscere. Attraverso “Tuttoingioco” è stata riconsegnata alla piazza, alla gente, la cultura, che non è solo un concetto per pochi, abbiamo sentito vicini a noi persone che a volte pensiamo irraggiungibili, abbiamo riflettuto su argomenti che ci sembravano difficili.

    Da grande appassionato di cinema, voglio salutarla con alcune immagini/ricordi che porterò sempre con me con grande piacere:

    1) Civitanova Alta alle ore 23,30 la sera prima dell’inizio di “Tuttoingioco” senza macchine e senza gente, illuminata da luci che cambiano colore….che spettacolo !!!!

    2) La faccia dei presenti al primo incontro con Oliviero Beha che con le sue battute ha gelato qualcuno, ma ha fatto anche sorridere amaramente qualcun altro.

    3) Flavio Oreglio che inveisce contro il campanile civico che scandisce il tempo ogni quarto d’ora attraverso i suoi rintocchi

    4) Il Professor Curi che la domenica mattina, legge il giornale in piazza in mezzo agli abitanti di Civitanova Alta,

    5) Giovani studenti in attesa che inizi l’incontro di filosofia delle 12 presso la Chiesa San Francesco, mangiando un panino seduti sul palco, rivolti verso la piazza.

    6) L’Orchestra in Piazza della Libertà (mai nome fu così profetico) con la migliore scenografia possibile (non me ne voglia il Maestro Ferretti): una splendita Luna piena che illumina enormi nuvoloni che si rincorrono in un leggero vento quasi a suon di musica e la meravigliosa facciata della Chiesa di San Francesco lievemente di traverso rispetto alla piazza che veglia quasi di nascosto su uno spazio gremito di persone in ascolto.

    Tra le mie immagini/ricordi personali una bellissima sensazione: la commozione vera presente sul palco, ha reso più vere le persone che lo occupavano, persone vere come lo siete lei ed il Dott. Gazzani.

    E nella mia commozione e la mia felicità ho perso la parte finale del discorso del Dottor Gazzani, ma credo che tutti quanti intorno a me stessero provando la stessa cosa, così quasi nessuno ha capito se Tuttoingioco si rifarà e se sì a Civitanova Alta. Leggerò i giornali per saperne di più come ho sempre fatto da quando ho saputo di questa bellissima iniziativa.

    Grazie, Grazie Grazie a lei a Renzo Borroni al Dott.Gazzani e a tutta la Carima, alla mia Amministrazione Comunale ed ai suoi dipendenti che hanno lavorato per Tuttoingioco, ai miei concittadini e ad un pubblico attento che ha reso possibile tutto questo.

    Maurizio Macellari

    P.S. Mentre scrivevo, delle idee mi sono venute di getto: in attesa della prossima biennale sarebbe bello vedere una mostra interattiva di audiovisivi di questa bellissima edizione magari nella chiesa di San Francesco (forse ci ha già pensato qualcuno ?)

    Nella prossima (prometto vi seguirò ovunque meglio però se qui a Civitanova Alta) si può dare più spazio al Cinema ed ai suoi protagonisti?

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