Per la sua lectio magistralis a Tuttoingioco Gianni Vattimo ha rispolverato dalla sua libreria “I giochi degli uomini” di Karl Groos, “un classico della ludologia moderna” e l’ha portato di fronte al pubblico di piazza della Libertà.
Poi ha declinato quel titolo “Tuttoingioco” in “Tutto per Gioco”, cercando di rispondere al “come ci poniamo di fronte al problema del gioco”. Ma il filosofo torinese non ha dato le risposte essenzialiste che ha dato venerdi Massimo Cacciari e che darà oggi Giulio Giorello, entrambi ospiti della Biennale di Civitanova Marche Alta, ma risposte che si collocano tra i due e che abbia a che fare “con l’ontologia dell’attualità” più affine al suo approccio filosofico.
La giornata di sabato a Tuttoingioco si era aperta con la lettura di un messaggio che Enrico Ghezzi, protagonista del cineforum di venerdì, ha lasciato a Umberto Curi prima di ripartire. Primo messaggio: “vi ringrazio per l’invito e per l’ospitalità eccezionale”. Secondo messaggio: “peccato non potersi fermare più a lungo per la concomitanza della Mostra del cinema di Venezia”. Terzo messaggio: “mi dispiace anche di non essere stato coinciso ieri sera”. Più “ghezziano” di così, cos’altro dire?
Modernità, globalizzazione, identità, politica, erano stati invece i temi del dibattito delle ore 12.00 fra Maurizio Gnoli, intervistatore de La Repubblica e il filosofo Giacomo Marramao.
Anche Marramao ha posto l’accento sull’importanza della filosofia come mezzo quotidiano per orientare l’agire pubblico. “I concetti filosofici hanno senso – ha detto – se mettono in discussione la percezione comune e se riconducono alla radice della nostra esperienza quotidiana”.
Lo stesso messaggio che Massimo Cacciari aveva lanciato salendo sul palco: “il pensiero filosofico vuole fare chiarezza nelle forme della nostra vita. Guai a quel filosofo che non incontra la piazza”.
Lo stesso Cacciari venerdì si è complimentato con la Fondazione Carima domandando se davvero è questa la prima edizione. “I festival in genere ci mettono cinque o sei edizioni per arrivare a questi livelli”. E poi autografi e foto, come per un divo dello spettacolo.
I parcheggi hanno retto a fatica a questi primi due giorni di Pensieroingioco come era successo in altre serate, come a mezzanotte di ferragosto, ma stavolta si trattava di filosofia, al pomeriggio.
“Questo è un dato fondamentale – ha dichiarato il direttore artistico Evio Hermas Ercoli – che dimostra come non siamo un fenomeno di soli numeri ma di cultura: qui c’è un pubblico interessato ad un programma senza cedimenti alla propria filosofia: arte, cultura o società”.
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